Treno della memoria 2008

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Lunedì 4 febbraio è partito da Bari il “treno della memoria”,viaggio riservato a 700 ragazzi delle Regioni Puglia e Friuli con destinazione Cracovia… tra quei 700 ragazzi c’ero anch’io.
Dopo i saluti da parte delle istituzioni locali e l’intervento del presidente dell’associazione LIBERA don Luigi Ciotti, intorno alle 11:30 il treno è partito verso la sua destinazione. Viaggio durato circa 30 ore, che  ha dato la possibilità ai ragazzi di fare nuove amicizie e in alcuni casi di far nascere nuovi amori. Arrivati a Cracovia martedì mattina abbiamo visitato la città; il giorno successivo però ha rappresentato il momento più toccante e significativo: la visita ai campi di Auschwitz e Birkenau.
Auschwitz: raggelante la scritta all’ingresso del campo “ARBEIT MACHT FREI” che tradotto sta a significare ” IL LAVORO RENDE LIBERI”; lugubre l’atmosfera, resa tale anche per la presenza di corvi che svolazzavano nel cielo della Polonia. Emozionante visitare il campo, anche se piccolo rispetto a Birkenau, ma non troppo se si considera tutte le persone che hanno perso la vita proprio in quel posto. La visita ai forni crematori,camere a gas, il muro della fucilazione e la visita alla galleria piena di foto dei deportati rendeva triste lo stato d’animo di tutti noi. Il momento più toccante è stato quando bisognava scegliere una foto di una vittima e scriverla su una striscia di stoffa; mi sentivo come un giustiziere: era difficile per me scegliere un nome piuttosto che un altro … Dopo la visita di Auschwitz ci siamo spostati a Birkenau per visitare il più’ grande dei campi di sterminio.. Emozionante trovarsi davanti al cancello dove passava il binario che trasportava i deportati. Una volta entrato mi rendevo conto dell’immensità e della grandezza del campo: neanche l’occhio umano riusciva a vedere dove esso terminasse. Qui la visita ai blocchi dove vivevano i prigionieri; davvero orripilante vedere le condizioni igieniche e disumane in cui i deportati erano costretti a vivere. Le “baracche” dove dormivano, le “latrine”( bagni utilizzabili da 20-30 persone ), le fosse comuni, il lago dove venivano disperse le ceneri dopo la cremazione, rendevano l’ambiente surreale e faceva  riflettere quanto “ingegno umano” si celava dietro a questa “FABBRICA MORTALE”. Ma, il momento piu’ toccante è stata la commemorazione al mausoleo di Birkenau, durante la quale sono state lette testimonianze di deportati e non solo… c’era anche un anziano signore lì, era un superstite dello sterminio e la sua emozione nel ritrovarsi in quel lugubre posto è sfociata in un pianto sconvolgente,un pianto che ha scosso le coscienze di tutti noi e che ci faceva percepire quasi “ fisicamente” il dolore e la sofferenza in cui quella povera gente versava per tanto tempo… Alla fine,   ognuno di noi ha letto il nome della vittima scelta ad Auschwitz e, davanti al monumento, ha acceso un lumino in sua memoria.
Non mi era mai successo di vivere tante emozioni in un solo giorno; vedere quei posti dei quali avevo sentito parlare solo nei libri mi ha fatto capire tante cose e soprattutto mi ha fatto giungere alla conclusione che quanto è accaduto ad opera dei nazisti è frutto della pazzia umana, perché di fronte a tanto scempio non ci sono altre parole per definirlo. E’ stata un’ esperienza formativa e costruttiva, perchè ha portato a dare testimonianza di quanto visto,in modo che tali catastrofi non si verifichino MAI PIU’. Sabato 9 febbraio sono sceso dal “treno della memoria”, ma subito dopo sono salito su un altro treno, il piu’ importante, quello che mi portava verso casa, verso i miei affetti ; quello che mi porterà a sensibilizzare con la mia testimonianza coloro che non hanno avuto la possibilità di visitare quei luoghi, affinché simili episodi rimangano solo pagine NERE della Storia “PASSATA” dell’Umanità.

Giuseppe Molendini